Le saline di Trapani e Paceco
La Riserva comprende una fascia costiera estesa quasi mille ettari, suddivisi in zona A di Riserva (707 ha) e zona B di Pre-Riserva (278,75 ha), al confine tra i comuni di Trapani e Paceco.
Gran parte della Riserva è costituito da saline di proprietà privata, in cui viene tuttora praticata la estrazione del sale secondo le tecniche tradizionali in uso da secoli. Di notevole impatto paesaggistico la presenza di numerosi mulini a vento utilizzati per pompare l’acqua tra i bacini.
Al di la di questa valenza etno-antropologica, il sito si caratterizza per il fatto di essere una delle più importanti aree umide costiere della Sicilia occidentale, ambiente di sosta di numerose specie di uccelli migratori.
Il geografo arabo al-Idrīsī documenta la presenza delle saline già nel periodo della dominazione normanna in Sicilia. Sotto il regno di Federico di Svevia fu istituito il monopolio di stato sulla produzione del sale, che si protrasse
anche durante la dominazione angioina. Furono in seguito gli aragonesi a sancire il ritorno alla proprietà privata, ma fu sotto la corona spagnola che l’attività di produzione del sale raggiunse il suo acme, trasformando il porto di Trapani nel più importante centro europeo di commercio del prezioso elemento. Con l’Unità d’Italia e la concorrenza delle saline di Cagliari iniziò la decadenza delle saline trapanesi, accentuata dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e dalla concorrenza straniera. Molte delle saline furono dismesse o abbandonate.
Dopo la istituzione della Riserva, avvenuta con decreto dell’Assessore Regionale Territorio e Ambiente n.257 dell’11 maggio 1995, ed il suo affidamento in gestione al WWF Italia, si è assistito ad un nuovo rilancio delle attività produttive, con l’approvazione di interventi di restauro e recupero degli impianti abbandonati.
Flora: lungo gli argini crescono diverse specie di Chenopodiaceae
L’endemica Calendula maritima
L’ambiente delle saline, fortemente salmastro, ospita numerose specie erbacee o arbustive adattatesi alle condizioni ambientali estreme che questa area presenta.
Lungo gli argini delle vasche prosperano diverse specie di Chenopodiaceae, tra le quali meritano un cenno particolare la salicornia strobilacea (Halocnemum strobilaceum), specie suffruticosa descritta in poche altre stazioni in Sicilia e Sardegna, e l’Halopeplis amplexicaulis. Tra le altre specie significative vanno segnalate: la Calendula maritima, un raro endemismo il cui areale è limitato alla zona costiera compresa tra lo Stagnone di Marsala e il Monte Cofano; il cosiddetto fungo di Malta (Cynomorium coccineum), presente, oltre che in quest’area, in ristrette aree costiere della Sardegna e della Basilicata.
Altri endemismi meritevoli di menzione sono il Limonium densiflorum, il Limonium lojaconoi, il Limonium avei, il Limonium ferulaceum, l’Euphorbia pithyusa subsp. cupanii, la Cressa cretica, l’Aeluropus lagopoides e il Limoniastrum monopetalum.
Fauna: l’area della Riserva riveste un particolare interesse ornitologico in quanto costituisce una area di sosta sulla rotta delle migrazioni verso l’Africa. Considerando sia le specie nidificanti che quelle svernanti sono state censite 196 differenti specie di uccelli tra cui l’Avocetta, eletta a simbolo della Riserva, il Fenicottero, la Spatola, l’Airone bianco maggiore, la Garzetta, il Tarabuso, il Gabbiano roseo, il Martin pescatore, il Falco di palude, il Cavaliere d’Italia, il Fraticello, il Fratino, la Calandrella e varie specie di anatidi . Sono inoltre presenti numerose specie di insetti rari quali i coleotteri Cicindela circumdata e Cicindela litorea, l’ortottero Platycleis elymica e la farfalla Teia dubia.
Merita infine un cenno la presenza nelle pozze salmastre della Artemia salina, un piccolo crostaceo dell’ordine degli Anostraca, adattato a condizioni di vita estreme, oggetto di numerose ricerche scientifiche.
Strutture ricettive
Il Museo del sale: presso il Mulino Maria Stella, sulla strada provinciale n.21 Trapani-Marsala, è attivo un centro di accoglienza per i visitatori ove è disponibile materiale informativo (guide, cartine) sulla Riserva.
È possibile prenotare visite guidate prendendo contatto con il WWF-Italia al numero di tel. 0923-867700.
All’interno della Riserva, nelle vicinanze della Torre Nubia, è ospitato il Museo del Sale, un vecchio casolare ristrutturato in cui sono in mostra gli attrezzi tradizionali dei salinari.
Ente gestore: W.W.F. for Nature – O.N.L.U.S. Via G. Garibaldi n.138, c.da Nubia Paceco tel-fax +39 0923 867700
Come arrivare:
In aereo: Aeroporto Trapani/Birgi “Vincenzo Florio”: seguire la SP 21 in direzione Trapani sino ad arrivare al mulino Maria Stella
In auto:
- Da Trapani: seguire la SP 21 in direzione Marsala fino al mulino Maria Stella
- Da Palermo: seguire l’ A/29 Palermo-Mazara in direzione Trapani. Seguire poi le indicazioni per il porto. Imboccare la SP 21 fino al mulino Maria Stella.
- Mulino con salina in stagionatura
- Il Museo del Sale
- Il Museo del Sale
- la raccolta del sale
- Salina in fase di stagionatura
- mulino con salina in stagionatura
- una classica Salina di Tarpani e Paceco
- Particolare di un mulino
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